sabato 11 aprile 2009

ultime da anna

ecco i ringraziamenti di anna dopo ha ricevuto il pc e la penna per collegarsi
forza anna tieni duro e denuncia tutto quello che non va e che l'informazione nn ci fa vedere e sentire,noi nel nostro piccolo cercheremo di diffondere il piu' possibile le tue denunce,un abbraccio

Grazie

Vi scrivo con il pc che mi avete regalato. La connessione è lenta, forse è colpa mia. Ma imparerò. Per ora ringrazio tutti voi con il cuore in mano. Mi avete fatta felice. Mi avete regalato un po' di luce in questo buio. Ho letto i commenti e ne ho colti alcuni polemici. Per ora non rispondo, non ne ho la forza. Ma prestissimo tornerò la combattente di sempre. Grazie ancora. Siete la mia àncora di salvezza. Saprò ripagarvi.

venerdì 10 aprile 2009

ecco quello che non fanno vedere e sentire in tv

mercoledì 8 aprile 2009

tragedia annunciata

in questi giorni di immensa tristezza volevo rendere partecipe tutti voi di una testimonianza di una diretta interessata colpita haimè come molti abbruzzesi da questa tragedia
vi accorgerete anche se visitate il suo blog che anna aveva già segnalato varie volte come tutti gli abbruzzesi fossero preoccupati dalle continue precedenti scosse che si erano verificate nel mese di marzo e nessuno ripeto NESSUNO aveva messo in evidenza questo problema
di seguito le sue parole dopo il terremoto

L'Aquila non c'è più

Eccomi qui. Gli ultimi post sono stati scritti non di mio pugno. Era la mia amica Chiara che scriveva da Bologna. Questa sono io. La situazione è tragica. Inenarrabile. Io e la mia famiglia abbiamo perso tutto: case, lavoro, vita passata, radici. TUTTO. Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila.Denuncio quell'imbelle del sindaco Cialente. La presidente della provincia Stefania Pezzopane. Tutte le autorità. L'Aquila non è. Fu. E noi tutti con lei. Si entra in città e non si hanno più punti di riferimento. Mio marito è entrato stamani. E' tornato al campo sfollati. Non connetteva. Non sapeva più neanche il suo nome. Sono lucida. Le cose che vi dico sono verità. A presto. Anna

questo il link del blog di anna www.miskappa.blogspot.com
diffondete se potete grazie

domenica 29 marzo 2009

amara riflessione


Ultimamente mi fermo molto spesso a riflettere sulla situazione politica sia locale sia regionale e sia nazionale e sempre non riesco a darmi una ragione per cui siamo ridotti a questo stato di cose
Vedo una nazione governata da un dittatore e dai suoi scagnozzi
Vedo una ragione siciliana ormai allo sfascio
Vedo il mio paesello giorno dopo giorno peggiorare
A livello nazionale non avevo mai visto una crisi economica del genere però il nostro leader con il suo sorriso da ebete non fa altro che dire che le cose non sono così catastrofiche,le cose di cui si preoccupa sono dare in mano la sicurezza a degli squadristi pronti a ripulire a modo loro il paese dal cattivo in questo caso dallo straniero,di tagliare risorse sia umane che economiche in un settore vitale per la crescita dell'italia e cioè scuola e università,oppure che il ponte sullo stretto verrà costruito a breve e nn importa se poi per percorrere la salerno reggio calabria rovini un autovettura tra gincane e fossi e una volta arrivati a messina viaggiare su dei treni che impiegano ore ed ore per raggiungere gli altri capuologhi di provincia (sempre se ci arrivi!!!),oppure togliere dignità all'essere umano con la nuova legge sul testamento biologico ecc
Capisco che a tutt'oggi nn c'è un opposizione in grado di fare quello che dovrebbe e di questo ne possiamo parlare per ore ed ore ma fin quando in italia il dittattore silvio governerà la vedo dura per qualsiasi opposizione
Ed è vero anche che secondo me il vero problema dell'opposizione è l'anti-berlusconismo,parlare sempre di quello che fa o che nn fa e non di cercare di trovare delle soluzione e ritornare nel vero senso della parola a fare politica dalla base, dai circoli, dalla gente comune,piu' che la gente mancano le idee gli stimoli l'entusiasmo
A livello regionale le cose stinno ancora peggio dove il presidente lombardo si preoccupa giorno dopo giorno di come arricchirsi e arricchire i suoi senza pensare che la sicilia ormai è diventata terra di nessuno dove ormai di giovani non se ne vedono piu' fuggiti da una terra che nn si preoccupa piu di loro però questo non importa,tanto tra un pò si comincia a costruire il ponte e tutti i problemi spariscono!!!!
Per non parlare poi di raffadali dove l'immobilismo è ormai ai suoi record,vogliamo parlare di tutte le promesse fatte dal nostro caro sindaco?
Svegliamoci ragazzi,il futuro è il nostro

domenica 15 febbraio 2009

officina democratica


per ad est di febbraio

Inizio a scrivere quest’articolo, pensando alle tante volte che Ad Est veniva distribuito in paese e all’immediata curiosità di sfogliarlo e leggerlo. Bei tempi. Erano periodi in cui a Raffadali non mancavano momenti per discutere, dibattere e perché no, litigare sui vari problemi politici e sulle problematiche che in quel periodo si ripercuotevano sul nostro caro paesello. Bei tempi dicevo, ma nel giro di pochi anni la situazione è cambiata. Mi sono accorto, che si riesce a parlare a discutere di politica solo a ridosso d’elezioni, che siano “Regionali” – “Provinciali” o via discorrendo. Una volta terminato il ciclo elettorale, si ritorna punto e a capo, come se niente fosse accaduto e nulla si fosse discusso o programmato. Di chi è la colpa? Tutti noi in campagna elettorale siamo bravi a pronunciare discorsi propositivi, ad ascoltare, a credere che il politico di turno sia l’ancora di salvezza, che quello o quell’ altro risolverà ogni cosa. Siamo bravi a fare convegni, a promuovere iniziative e associazioni varie ma.... una volta terminata la tornata elettorale, sia con una vittoria sia con una sconfitta (ultimamente purtroppo capita spesso), ce ne torniamo all’ovile senza portare avanti tutto quello che di buono c’eravamo detti nel corso delle varie riunioni e iniziative. Non incolpo solo i politici, ma a tutti noi che, per un motivo o per un altro, ci lasciamo alle spalle il buono che magari si era cercato di costruire. Le cause sono tante: l’assenza di tanti giovani a Raffadali o la situazione politica generale che porta la gente all’apatia. Effettivamente le prospettive, i valori e i principi che ci offre la politica attuale sono negativi. Sembra un universo a se, lontano dal mondo giovanile, incapace di trasmettere il senso e l’importanza del voto (ci si sente spesso più "realizzati" a fare le proprie nomination per escludere un concorrente dei reality show). Interesse c he pian piano è sceso per colpa di tutti quei politici che ormai si occupano di tutto, tranne di risolvere i veri problemi che attanagliano il nostro bel paese. Basta vedere le varie inchieste su i costi della politica e su tutti i benefici dei nostri cari governanti. Qualche anno fa, leggendo un articolo, mi rimase in mente una frase che dovrebbe diventare un manifesto giovanile: "Devono essere i giovani a cambiare la politica e non la politica, i giovani". Non esiste frase migliore per rappresentare tutto quello che dovrebbe essere la politica per noi. Ormai tutti sanno al nostro caro paesello sono rimasti pochi giovani (ma qualche anno fa non c’era qualcuno che affermava che nel giro di pochi anni tutti questi sarebbero tornati perché; ci sarebbero state tante nuove opportunità di lavoro?), ecco, da questi che si deve partire, a patto che non ci si fermi solo alle varie stagioni politiche ma si continui sempre a tenere alta la guardia, cercando sempre di non cadere ai ricatti del padrone di turno, cercando in tutti i modi di fare tornare quell’interesse per la politica che ormai molta gente non ha più. Un piccolo esempio si sta avendo con la nascita di una nuova associazione “officina democratica”. Creata con l’intenzione di dare nuova linfa alle varie attività politiche e culturali a Raffadali. Associazione che vede tra le proprie fila quei ragazzi che si battono per cercare (o tentare) di cambiare lo stato di cose presenti. Quei pochi ragazzi rimasti che non hanno ceduto ai ricatti del padrone. La mia speranza è che quest’associazione non diventi una piccola parentesi, fatta solo da pochi e dai soliti noti, ma che sia l’inizio di una nuova avventura che possa durare tanto. Una storia che porti definitivamente quella ventata di novità che il paese ha bisogno, un avventura che sappia ascoltare il malcontento generale e sappia creare un’alternativa necessaria all’apatia diffusa della gente.Dite che sono un sognatore? Non costa niente esserlo, quindi lasciatemi sognare.

mercoledì 28 gennaio 2009

così carmelo parlò (titolo consigliato da totò lombardo)

E' pacifico che la Fiat negli ultimi hanni, grazie anche ad una azione di rilancio della nuova classe dirigente, ha raggiunto importanti risultati nonchè utili economici. Alla prima vera crisi chiede aiuti di stato........ e il giorno prima compra crysler (o come caspita si chiama) e l'unica voce che si oppone è quella del Leghista Calderoli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma chiddi nosci cchi fannu...........................................squaglianu acquazzina!!!!!????

martedì 20 gennaio 2009

quelli che........

quelli che..........sperano
quelli che..........non smettono mai di sognare
quelli che..........credono che tutto possa cambiare
quelli che..........un giorno tutto tornerà
quelli che..........vogliono
quelli che.........."sanno benissimo dove andare"
quelli che..........resistono
quelli che..........pensano che "la storia siamo noi"
quelli che..........

CONTINUATE VOI

domenica 30 novembre 2008

che peccato!!!!!

Tradate (Varese) - Male anche la seconda. "Esito negativo" per la prova orale-bis dell’esame di maturità scientifica di Renzo Bossi, secondogenito del leader leghista e ministro delle Riforme.



E POI DICONO CHE DIO NON ESISTE!!!!

mercoledì 26 novembre 2008

CIAO STEFANO

..........voglio però ricordarti come eri pensare che ancora vivi,voglio pensare che ancora mi ascolti che come allora sorridi...........
ciao caro compagno

lunedì 24 novembre 2008

IN BOCCA AL LUPO


volevo fare i miei auguri sia ad alfonso ma soprattutto (e non me ne voglia fofò) a totò lombardo per il risultato raggiunto alle elezioni della Costituente nazionale e regionale dei giovani democratici
ragazzi in bocca al lupo per questa nuova avventura che vi aspetta

p.s. fofò nn avevo una tua foto

domenica 9 novembre 2008

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sabato 8 novembre 2008

YES WE ARE DIFFERENT WE ARE AGAINST RACISM !


Siamo milioni di italiani e siamo invisibili.
Siamo milioni e non siamo volgari.
Siamo milioni e non siamo razzisti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato la nostra storia.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato di essere di essere un popolo di emigranti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato che eravamo dalla parte sbagliata nella seconda guerra mondiale.
Siamo milioni e siamo onesti e civili. .
Siamo milioni e NON CI riconosciamo nelle parole del signor Berlusconi.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON PARLA PER NOI - SI' NOI SIAMO DIFFERENTI

http://yeswearedifferentit.blogspot.com/

venerdì 7 novembre 2008

stanchi


se siete stanchi di sentire ogni giorno tutte quelle puttanate da parte di coloro che rappresentano il governo italiano segui questo link http://yeswearedifferentit.blogspot.com/

aderiamo tutti a questo progetto e dimostriamo a tutto il mondo che gran parte dell'italia non è d'accordo con le dichiarazioni dei nostri politici

concordo


giovedì 6 novembre 2008

cambiamento


sperando che la mia amica anna nn si arrabbi riporto le parole del suo blog perchè mi hanno colpito tanto e perchè è quello che io penso della vittoria di obama


Da oggi l'uomo più importante del mondo è un uomo di colore. La storia dell'America, oggi, è stata smentita. Gli Stati Uniti passano da quell'apartheid che prevedeva ruoli ben preicisi per i neri, in una società apertamente razzista, ad eleggere un presidente afroamericano. E Obama si chiama anche Hussein, nome imbarazzante che evoca ,per i fratelli d'oltre oceano, terribili disgrazie. E questa è un'altra barriera di pregiudizio che cade. Non mi aspetto che il nuovo presidente americano risolva i problemi del mondo. Le sue parole sono belle, bellissime e commoventi. Le ho ascoltate, dopo la vittoria,con il cuore in gola e le lacrime agli occhi.Ma so che sono solo parole. Ora ci aspetta la realtà. So che Obama non rinnegherà quel sistema che lo ha condotto al potere, perché quel sistema non lo avrebbe scelto se non fosse stato più che certo della sua fedeltà. Forse egli rappresenta solo una promessa che l'America ed il mondo non potranno mai mantenere. Ma il simbolo della vittoria contro il razzismo, quello, rimane. E resterà patrimonio dell'umanità intera.
Oggi il mondo si è svegliato diverso.

mercoledì 5 novembre 2008

La Vittoria di Barack Obama

giovedì 30 ottobre 2008

siamo tutti facinorosi







sono appena tornato dalla manifestazione a milano organizzata dai sindacati e dagli studenti per protestare contro quella ormai legge gelmini che metterà in ginocchio la scuola e l'università italiana.Sono ormai giorni che gli studenti scendono in piazza in ogni parte d'italia gridando forte il loro disappunto e dissenso,la tv ogni giorno fa vedere cortei di studenti universitari e non,lezioni svolte in piazza,dibattiti con docenti genitori e dirigenti scolastici,sit-in al senato e varie forme di protesta.Oggi ho visto con i miei occhi tutto questo scendendo in piazza a manifestare e credetemi in corteo c'erano tutti dagli studenti ai professori dal bidello all'assistente amministrativo fino ad arrivare ai genitori stanchi di vedere che il futuro dei propri figli così continuando non sarà di certo roseo.Al contrario di come possano descriverle le televisioni vi posso assicurare che questa di oggi era una manifestazione assolutamente pacifica con slogan e striscioni che davano il senso del malcontento generale,altro che facinorosi e centri sociali,altro che l'1 per cento degli studenti,altro che la maggior parte degli studenti va a lezione.Io nn riesco a capire come si fa a dire che la stragrande maggioranza della popolazione è favorevole all'applicazione della legge gelmini,bo non riesco a capire,collegandomi qualche minuto fa con il sito di repubblica ho letto che c'erano manifestazioni in tutti i capuologhi di provincia e non solo.Ora o siamo tutti facinorosi o c'è qualcosa che non va,secondo voi cosa???



p.s. lascio tracce della mia presenza al corteo






lunedì 27 ottobre 2008

una storia vera

Vi racconto una storia, una come tante. Non ho l’esclusiva, lo so bene.

Ho cominciato a fare la giornalista più di vent’anni fa. Trafila di quasi tutti (a parte i fortunati che già allora avevano fatto la scuola di giornalismo e arrivavano da altre strade): qualcuno ti presenta al direttore, cominci a collaborare, solita gavetta, settemila lire ad articolo – praticamente un rimborso spese -, la domenica mattina presto ti spediscono a fare cose che i giornalisti assunti non farebbero mai ma ti pagano la stessa cifra, aspetti i due anni per diventare pubblicista, aspetti secoli per il riconoscimento dell’avvenuto praticantato perché come praticante non ti hanno mai assunta e comunque ti hanno fatto passare davanti schiere di figli di qualcuno, studi per gli esami (e i colleghi che ti telefonano e ti trovano sempre sui libri ti sfottono, perché tanto – ti spiegano – poi lì ci sarà qualcuno che ti passa le risposte), li superi da sola; nel frattempo uno straccio di contratto te l’hanno fatto, non al giornale ma per la radio e come impiegato del settore metalmeccanico e chiedendoti di firmare contestualmente una lettera di dimissioni. A un certo punto, per loro vicende aziendali interne, ti licenziano e ti riassumono da un’altra parte. Non contratto Fnsi: quello te lo sogni. L’impero economico afferisce a una sola persona, ma ufficialmente si tratta di una miriade di piccole aziende e dunque, come i piccoli veri - che altrimenti non ce la farebbero a sopportare il costo di due giornalisti -, ti assumono con contratto Frt. Lo subisci, non hai scelta.

Poi un giorno scoprono che sei comunista e comincia il mobbing. Non importa che tu sia brava, che la gente quando scrivevi al giornale ti mandasse le lettere per ringraziarti e complimentarsi, che altri accendano la loro radio discotecara soltanto per ascoltare il mio gr, che io sia una che va a lavorare anche con la febbre e quando va via spegne la luce per evitare sprechi. Tutto questo è assolutamente ininfluente di fronte alla grave colpa di essere comunista. Tre anni di mobbing, messi in atto da un tangentista che è stato pure in galera. Perché in questo mondo alla rovescia i delinquenti vanno a testa alta e le persone per bene curvano la schiena. Dopo tre anni mi hanno detto che mi mandavano via e li ho quasi ringraziati. Perché anche se hai le spalle quadrate, tre anni di vessazioni quotidiane non li reggi più.

No, non gli ho fatto causa, né per il mobbing né per il licenziamento. Non c’era partita. Nella mia città i magistrati vanno a cena col padrone, il sindacato è stato a lungo diretta emanazione del padrone, non avrei trovato nessuno disposto a testimoniare (e non gliel’avrei mai chiesto, sapendo a cosa andavano incontro) perché se lavori in un’azienda matrioska, ognuno dipendente di una società diversa, non puoi essere solidale con i compagni di lavoro e rischiare il tuo posto e il futuro dei tuoi figli. E poi, appunto, loro il giochetto lo conoscono bene: piccola società, elimini il posto di lavoro chiudendo la redazione, licenziamento per giusta causa. Ineccepibile.

Dopo circa un anno dal licenziamento mi è capitata un’occasione: un ufficio stampa di prestigio nella capitale. L’ho accettato, ma non ho retto, e questa forse è l’unica mia colpa: non essere riuscita, dopo 50 anni che ci vivevo, a stare lontana dalla mia terra e dai miei affetti. Sono tornata, nel frattempo ho ottenuto una collaborazione fissa con un piccolo giornale nazionale: meno di mezzo stipendio, ma ci campavo. Se vivi in una zona depressa i costi sono più bassi. Aggiungeteci che mangio il minimo indispensabile, mi vesto al mercato, faccio la spesa in un supermercato dove c’è una sola marca di latte mozzarella yogurt formaggio che sembra di stare in Unione sovietica (e le cose costano un quarto che altrove), non telefono a mia madre e aspetto che sia lei a farlo, non vado in vacanza, non vado a prendere la pizza con gli amici, anzi amici non ne ho più perché – nonostante il mio amore persino incosciente per le persone – l’amicizia vuol dire anche una sera a cena, una al cinema, la pizza, i regali...è un lusso che non posso permettermi. Ma mi andava bene anche così: facevo un lavoro che mi piace da morire e mi andava bene. Ho cercato altro per arrotondare, dai call center alle agenzie di vendita libri: colloquio ottimo, ma poi gli lasciavo il mio curriculum, da cui emergeva chiaramente – per i giornali in cui ho scritto e per gli uffici stampa – che sono comunista e non mi chiamavano più. Per non parlare dei tanti giornali a cui ho mandato il curriculum e che si sono guardati bene persino dal rispondermi. Lo ha fatto un altro piccolo giornale di una città vicina alla mia: copertura regionale, le cose non devono andargli poi tanto male visti i chilometri quadrati di cartelloni pubblicitari con cui hanno rivestito le città. Ho cominciato una collaborazione anche con loro, ma ho commesso un errore: non ho badato a chiedere quanto pagassero. E, con l’entusiasmo di chi ama il proprio lavoro e in più guadagna milioni e la meticolosità di chi cerca di dare il meglio (studiandosi montagne di carte, andando a parlare con la gente da intervistare come si faceva una volta), ho cominciato settimanalmente a inviare i miei servizi.

Poi, nella stessa giornata, l’amministratore del piccolo giornale nazionale (vittima come altri dei tagli alla piccola editoria voluti dal regime berlusconiano) mi ha telefonato per comunicarmi che le collaborazioni erano dimezzate (da 660 euro netti...fate voi il conto) mentre io chiamavo il piccolo giornale regionale da cui non avevo ancora avuto un centesimo dopo mesi e scoprivo che quei servizi da oltre 5.000 battute (quelli che in base al tariffario nazionale varrebbero oltre cento euro ciascuno) mi sarebbero stati pagati 10 euro lordi. Ho interrotto la collaborazione. E sarebbe meglio interrompere anche la vita quando diventa anche quella un lusso che non puoi permetterti.

P.S.: Scusate se non firmo la mia lettera e non vi do elementi per individuarmi, ma non posso rischiare – per di più – che qualcuno mi accusi di fare la vittima. Ma vorrei che qualcuno facesse qualcosa. Non per me: per tutti.

se potete diffondete questa lettera nei vostri blog,facciamo che molta piu' gente possibile conosca questa triste storia,grazie

venerdì 24 ottobre 2008

super silvio pensaci tu



commento questo video con una considerazione:in 32 anni nn mi ricordo di una protesta così,tutti contro quella riforma che porterebbe alla sfascio il sistema scolastico e universitario,altro che pochi facinorosi che nn permettono l'accesso alle strutture pubbliche,qui siamo di fronte ad una protesta che coinvolge quasi tutti docenti e non.E lui se ne esce dicendo che queste manifestazioni e queste proteste sono guidati da ragazzi dell'estrema sinistra e dai centri sociali,minkia ma quanti sono questi ragazzi che guidano tutti sti cortei e ste manifestazioni???non lo sapevo che in tutta italia ci sono centinaia di migliaia di ragazzi dei centri sociali.
Siamo alle solite,tutto è in mano alla sinistra,ai giornali ai centri socialie ma ora ci pensa super silvio con l'invio delle forze dell'ordine a riportare tutto nella diritta via,bastano un pò di manganellate e la situazione ritornerà come prima piu' di prima,e tutti vissero felici e contenti

martedì 21 ottobre 2008

unica!!!!!!


visto che con le parole nn sono tanto bravo lascio questa vignetta con la speranza che suor maria stella si renda conto che TUTTA l'italia si sta mobilitando contro la sua riforma di distruzione del sistema scolastico